Nel welfare italiano si parla molto di domiciliarità, ma raramente si riesce a raccontarla dall’interno, con la forza autentica delle storie individuali. Ci ha provato il progetto IRMA – Innovative Remote Monitoring and Assistance, e il documentario che ne è scaturito rappresenta oggi uno dei contributi più significativi al dibattito sull’innovazione sociale nel campo della cura agli anziani.
Il modello: tecnologia al servizio della persona
Avviato a Piacenza nell’autunno del 2024, IRMA è un progetto sperimentale finanziato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano nell’ambito del Bando Anziani 2024. Il capofila è il Consorzio Sol.Co. Piacenza, affiancato da Comune di Piacenza, Acer Piacenza, Auser e dalla consulenza scientifica di WeCareMore – Centro per la ricerca e l’innovazione di AIAS Bologna e il partner tecnico Wimonitor S.r.l. Il progetto ha installato sensori ambientali passivi, cioé privi di videocamera e microfono, negli appartamenti di ventitre anziani over 75 in alloggi di edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di rilevare comportamenti anomali e prevenire emergenze.
Non solo algoritmi: la relazione come cura
Ciò che distingue IRMA dai semplici sistemi di telesorveglianza è la componente umana integrata nel modello. Ogni anziano partecipante viene contattato settimanalmente da un operatore dedicato: non per una fredda verifica dei dati, ma per una conversazione vera, capace di costruire fiducia e monitorare il benessere psicologico oltre che fisico. È questa sinergia tra tecnologia discreta e presenza umana costante a fare del progetto piacentino un caso studio di rilievo nazionale nel settore del welfare di comunità.
Il documentario: dieci mesi nelle case della fragilità
IRMA – Contenta della vita non è un prodotto di comunicazione istituzionale: è un’opera che sceglie il linguaggio del cinema del reale per restituire la complessità della cura. Presentato in anteprima il 27 febbraio 2026 al convegno conclusivo del progetto presso l’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, il documentario nasce da dieci mesi di riprese nelle abitazioni dei partecipanti. Ne emerge un ritratto di cosa significhi invecchiare soli, e di come uno sguardo tecnologico possa diventare uno sguardo di cura.
Gero Guagliardo: lo sguardo dietro la macchina da presa
La scelta del regista non è stata casuale. Gero Guagliardo, in arte ioGero, 37 anni, è un autore e videomaker con una formazione ibrida, maturata tra collaborazioni con gruppi editoriali e agenzie pubblicitarie. Nato a Palermo, cresciuto professionalmente tra Milano e Firenze, dal 2021 vive a Piacenza: una città che ha imparato a conoscere dall’interno, con la sensibilità di chi arriva da fuori e sceglie di restare. È proprio questa capacità di osservare senza appartenere che ha permesso a Guagliardo di entrare nelle case dei protagonisti di IRMA senza trasformarli in soggetti di un esperimento sociale, ma in persone con una storia da raccontare. Il risultato è un lavoro che dimostra come il videomaking, quando incontra il welfare, possa diventare uno strumento potente di advocacy e cambiamento culturale.